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Consorzio Q-RAD
 
 
 
 
 

Q&A - LA BARRIERA A OSSIGENO

15- LA BARRIERA A OSSIGENO
1 – Siamo pronti per l’estate e dovete sapere che i sistemi radianti sono apneisti formidabili. Non hanno nemmeno bisogno di trattenere il fiato, perché sono resistenti all’ossigeno. O almeno dovrebbero esserlo. Le infiltrazioni di ossigeno nelle tubazioni di un impianto radiante provocano la cosiddetta “ossidazione”, un fenomeno che alla lunga può compromettere l’intero sistema. E sono dolori, anche per il portafoglio. Ecco perché la norma UNI EN 1264 (similmenete alla norma UNI EN ISO 11855) suggerisce, per le condutture in plastica, l’adozione di tubazioni con barriera a ossigeno con una permeabilità inferiore a 0,32 mg di ossigeno al metro quadrato al giorno con una temperatura dell’acqua a 40 gradi. La barriera non è altro che una pellicola che blocca parzialmente il passaggio dell’ossigeno. Una delle migliori è quella in EVOH (Ethynele vinyl alcool) con un passaggio di ossigeno massimo di 0,003 mg\l al giorno.
 
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In questa sezione pubblichiamo tutte le domande sui sistemi radianti, e le relative risposte, che ci sono arrivate attraverso il sito, la pagina facebook del Consorzio Q-RAD o durante incontri e convegni.

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