Criteri Ambientali Minimi (CAM) e sistemi radianti

All’inizio di agosto 2022 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 23 giugno 2022 che riguarda i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia.  Il decreto CAM edilizia – molto atteso – entrerà in vigore a dicembre di quest’anno, 120 giorni dopo la pubblicazione. I nuovi CAM riguardano anche i sistemi radianti anche se solo alcuni dei prodotti e dei componenti di questi impianti, e una parte della progettazione, sono richiamati nel decreto. Progettare e realizzare un edificio seguendo i Criteri Ambientali Minimi significa creare architetture bio-eco sostenibili che si basano sull’integrazione di conoscenze e valori rispettosi del paesaggio, dell’ambiente e della biologia di tutti gli esseri viventi che ne fanno parte e consentono quindi di ridurre gli impatti ambientali generati dai lavori per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e dei cantieri. Le competenze, gli accorgimenti progettuali e le tecnologie di efficientamento energetico costituiscono solo una parte della sostenibilità, che invece riguarda diversi aspetti, indagati nell’ambito di un’analisi del ciclo di vita, della sfera ambientale, economica e sociale di un prodotto o edificio. Una progettazione realmente sostenibile parte da presupposti di conoscenze che riguardano la bioclimatica, il “sapere”, l’uso e la conservazione delle risorse materiche, la loro salubrità ed emissività e, infine, la loro corretta posa in opera nella fase realizzativa.

CAM edilizia edizione 2022: scarica il pdf

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A quali interventi edilizi si riferiscono i nuovi CAM edilizia?

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia si applicano agli edifici pubblici di nuova costruzione e alle ristrutturazioni, in particolare:

  • Edifici nuovi
  • Demolizione e ricostruzione
  • Ampliamenti
  • Ristrutturazioni di primo livello
  • Ristrutturazioni di secondo livello
  • Riqualificazioni energetiche.

 

Sistemi radianti e CAM edilizia: quali sono i requisiti?

Come abbiamo detto, i nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’edilizia si applicano ad alcuni componenti e prodotti associati del sistema di climatizzazione radiante che sono vincolati alle percentuali di prodotto riciclato che devono contenere.

Vediamoli nel dettaglio nella tabella che segue:

Criteri da rispettare

Isolante termico e acustico dei sistemi radianti verso ambienti non disperdenti

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Isolante termico dei sistemi radianti verso ambienti disperdenti computato per la riduzione della trasmittanza termica

2.5.7 Isolanti termici ed acustici

Tubazioni (Pe-X, PE-RT)

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Altre tubazioni

2.5.12 Tubazioni in PVC e Polipropilene

Raccordi

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Freno/barriera al vapore

2.5.1 Emissioni negli ambienti confinati (inquinamento indoor)

Massetti, intonaci

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Lastre di cartongesso

– Controsoffitti: 2.5.1 Emissioni negli ambienti confinati (inquinamento indoor)

– 2.5.8 Tramezzature, contropareti perimetrali e controsoffitti

Lastre in gessofibra

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Pavimentazioni

– 2.5.1 Emissioni negli ambienti confinati (inquinamento indoor) (*)

– 2.5.10 Pavimenti

– 2.5.6 Prodotti legnosi

 (*) sono escluse le piastrelle di ceramica e i laterizi, qualora non abbiano subito una lavorazione post cottura con applicazioni di vernici, resine o altre sostanze di natura organica), incluso le resine liquide.

 

Ci sono CAM edilizia per la progettazione dei sistemi radianti?

Sì, essendo parte di sistemi impiantistici i sistemi radianti sono coinvolti nei Criteri Ambientali Minimi sul comfort termico, acustico e sulla qualità dell’aria interna. Lo prevedono diversi punti nell’ambito delle  parte dei CAM dedicata alle Specifiche Tecniche Progettuali (2.4):

–          2.4.6 Benessere termico

–          2.4.11 Prestazioni e comfort acustici

–          2.4.5 Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria (quando i sistemi radianti sono integrati con sistemi di ricambio dell’aria).

 

 

Quali sono i requisiti richiesti sul comfort termico per i sistemi radianti?

I contenuti del punto 2.4.6 sul benessere termico dei CAM edilizia 2022 prevedono che il benessere termico e la qualità dell’aria interna siano garantiti in condizioni conformi almeno alla categoria B secondo la norma UNI EN ISO 7730 in termini di PMV (Voto Medio Previsto) e di PPD (Percentuale Prevista di Insoddisfatti) oltre che di verifica di assenza di discomfort locale. Le classi riportate nello standard UNI EN ISO 7730 sono rappresentate nella figura di seguito. La categoria B prescrive che almeno il 90% delle persone siano soddisfatte delle condizioni termo-igrometriche dell’ambiente interno e punta a mantenere l’indice PMV in un range tra -0.5 e 0.5.

Ciascuna categoria prevede una percentuale massima di insoddisfatti (PPD) e un PD (percentuale di insoddisfatti rispetto ad uno dei 3 discomfort locali). Le tre categorie presentate in Figura si applicano a spazi in cui le persone sono esposte al medesimo ambiente termico. È vantaggioso realizzare una qualche forma di controllo individuale dell’ambiente termico da parte di ciascuna persona presente nello spazio. Il controllo individuale della temperatura locale dell’aria, della temperatura media radiante o della velocità dell’aria può contribuire a livellare le notevoli differenze tra le necessità individuali e quindi a garantire un minor numero di insoddisfatti.

Vi sono poi ulteriori prescrizioni per il discomfort locale:

  • Per i sistemi radianti a pavimento la temperatura superficiale per la Classe B deve essere mantenuta tra da 19°C a 29°C.
  • Per i sistemi radianti a soffitto in riscaldamento l’asimmetria della temperatura radiante deve essere inferiore a 5°C.
  • Per i sistemi radianti a soffitto in raffrescamento l’asimmetria della temperatura radiante deve essere inferiore a 14°C.
  • Per i sistemi radianti a parete in riscaldamento l’asimmetria della temperatura radiante deve essere inferiore a 23°C.
  • Per i sistemi radianti a parete in raffrescamento l’asimmetria della temperatura radiante deve essere inferiore a 10°C.

 

Come si applicano i CAM?

Per ogni singolo criterio, al fine di dimostrarne la conformità, è richiesta la Relazione CAM, nella quale siano descritte le soluzioni adottate per raggiungere le prestazioni minime e premianti richieste.

La struttura e il contenuto del decreto CAM edilizia 2022

La precedente versione dei CAM edilizia, datata 2017 è stata molto modificata e tale risultato è stato raggiunto grazie ad una attiva partecipazione alle attività di revisione da parte delle associazioni e da parte delle Regioni e Province autonome. Lo sforzo per coordinare tutti gli input arrivati da associazioni, enti e rappresentanti del settore si è tradotto in un documento aggiornato, strutturato ed operativo.

Il decreto CAM è composto da quattro parti, ovvero:

  1. PREMESSA
  2. CRITERI PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PROGETTAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI
  3. CRITERI PER L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI PER INTERVENTI EDILIZI
  4. CRITERI PER L’AFFIDAMENTO CONGIUNTO Dl PROGETTAZIONE E LAVORI PER INTERVENTI EDILIZI

 

Cosa si chiede ai progettisti?

Preliminare alla scelta di materiali, sistemi e tecnologie vi è la scelta dei professionisti che cureranno la progettazione e la realizzazione dell’opera edilizia. Tale scelta viene dettagliata nel punto “1.3.2 Competenze dei progettisti e della direzione lavori”.

La progettazione degli interventi dovrà essere affidata a soggetti competenti ed esperti, con il necessario livello di competenza multidisciplinare, abilitati all’esercizio delle professioni, ai sensi di legge.

In relazione alla complessità dell’intervento è opportuno che l’operatore economico indichi i tecnici interni o esterni con competenze sui sistemi di gestione ambientale e di progettazione sostenibile.

La verifica di tali competenze può essere dimostrata attraverso l’esame della formazione specialistica e dell’esperienza professionale maturata indicata nei curriculum vitae.

Riassumendo quindi le competenze dei professionisti, emerge il seguente elenco:

  • competenza multidisciplinare
  • competenze sui sistemi di gestione ambientale
  • competenze sulla progettazione sostenibile
  • formazione specialistica
  • esperienza professionale.

Cosa si chiede agli installatori?

Una novità del decreto è la valorizzazione delle qualifiche professionali, come criterio premiante. Tale criterio è stato inserito nel punto 3.2.6 Capacità tecnica dei posatori. È attribuito un punteggio premiante all’operatore economico che si avvale di posatori professionisti, esperti nella posa dei materiali da installare.
Di seguito un elenco di alcune norme sulle professioni non regolamentate nel settore pavimenti, pareti e soffitti.
UNI 11555, “Attività professionali non regolamentate – Posatori di sistemi a secco in lastre Requisiti di conoscenza, abilità, competenza”;
– UNI 11515-2, “Rivestimenti resilienti e laminati per pavimentazioni – Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza dei posatori”;
UNI 11493-2, “Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete – Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per posatori di piastrellature ceramiche a pavimento e a parete”;
UNI 11714-2, “Rivestimenti lapidei di superfici orizzontali, verticali e soffitti – Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per posatori di rivestimenti lapidei di superfici orizzontali, verticali e soffitti”;
UNI 11556, “Attività professionali non regolamentate – Posatori di pavimentazioni e rivestimenti di legno e/o a base di legno – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”;
UNI 11741, “Attività professionali non regolamentate – Installatori di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.