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QUIZ: L’ipocausto, ovvero il sistema di riscaldamento radiante al tempo degli antichi romani

L’ipocausto, ovvero il sistema di riscaldamento radiante al tempo degli antichi romani
L’antenato più lontano dei moderni sistemi radianti è l’ipocausto, un sistema di riscaldamento a pavimento e parete inventato dagli ingegneri dell’antica Roma per terme, ville e piscine. Rispetto alla versione di oggi, l’impianto di duemila anni fa non utilizzava l’acqua ma l’aria calda rilasciata da un forno, che prendeva il nome di praefurnium o propnigeum, che veniva incanalata sia sotto il pavimento che nelle pareti. Un sistema primitivo rispetto ai sistemi radianti presenti oggi nelle case ma che segue lo stesso principio, il riscaldamento delle superfici e non dell’aria, e un’innovazione per mantenere salubri gli ambienti.

Ventilazione forzata per smaltire i fumi
Per l’eliminazione dei fumi che inevitabilmente venivano rilasciati dalla fornace gli antichi romani realizzavano sistemi di tubazioni dedicate allo scarico. Ma non solo: questi impianti avevano un sistema di regolazione naturale: la distribuzione del calore e soprattutto la temperatura si controllavano aumentando o diminuendo la potenza del fuoco nel forno. Alcune tracce di questa tecnica di riscaldamento sono ancora visibili oggi nel sito archeologico di Ostia, per esempio, e in quello di Saint Roman en gal vicino a Lione.

Le tubazioni dei sistemi radianti nell’antichità
Agli inizi del I secolo d.C. questo modello di impianto viene migliorato con l’introduzione dei “tubuli” di terracotta, elementi componibili di forma rettangolare posati direttamente in opera uno sull’altro e a file accostate, creando un sistema di condutture autoportanti fissate alle pareti con malta e chiodi di rinforzo. La serie dei tubuli arrivava fino alla base del tetto, dove i fumi venivano voi condotti verso l’esterno attraverso camini. Anche ai materiali di combustione veniva dedicata una certa attenzione. Per l’accensione del forno, per esempio, non poteva essere usato il loglio, una pianta infestante dei campi di grano le cui esalazioni provocavano mal di testa e vertigini.

Nella foto: i resti di un sistema di riscaldamento a pavimento nel sito archeologico dell’antica città di Ferentium, vicino a Viterbo.
 
 
 
 
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