Radiante, la parola ai progettisti

Iniziamo oggi una serie di interviste con progettisti e società di ingegneria che utilizzano i sistemi radianti. Un modo per conoscere, dalla parole dirette dei protagonisti dei cantieri, quali tipologie di interventi sono più frequenti, gli abbinamenti con rivestimenti o con generatori di calore e le modalità di detrazione. Oggi ne parliamo un professionista della Lombardia.

 

In quali edifici utilizza di più gli impianti radianti?
«Sia in quelli che nuovi che nei progetti di riqualificazione, escluso il settore commerciale. Negli interventi sul residenziale e sull’industriale il sistema radiante a pavimento è diventato il terminale più utilizzato. Mentre privilegiamo le soluzioni a soffitto per l’ambito uffici e direzionale».

Gli impianti che progettate sono solo per la climatizzazione invernale?
«No, al contrario. Nell’80 per cento dei casi in cui viene installato un sistema radiante a pavimento è progettato sia per riscaldare che per raffrescare. Ovvio, poi ci sono dei limiti».

Quali esattamente?
«Dipende molto dalla zona climatica in cui è costruito l’edificio. Nella pianura padana, di norma, non è un problema progettare un impianto con doppia funziona ma lo può diventare, per esempio, nelle zone di lago o dove il vissuto con l’esterno è molto importante perché c’è la piscina o il barbecue. È importante capire come il cliente vive la casa per progettare l’impianto più adatto».

 

Il Superbonus del 110% ha rilanciato il mercato delle riqualificazioni?
«Ha sicuramente dato una spinta agli interventi di miglioramento energetico ma, se devo essere onesto, una buona quota del nostro lavoro è ancora legata alle detrazioni classiche. Il radiante, nel 110%, entra quando ci sono progetti di recupero globale ma non essendoci dati quantitativi precisi è difficile oggi stabilire quali opere agevolate siano riqualificazioni generali o solo la sostituzione di una caldaia. Nel 20-30 per cento dei nostri lavori applichiamo il superbonus con il radiante ma si tratta, nella maggior parte dei casi, di opere già programmate prima dell’istituzione di questa detrazione».

A proposito, quali generatori abbinate al radiante?
«Ormai la pompa di calore con sistema radiante a bassa temperatura è diventata la regola. Soprattutto nelle nuove costruzioni, anche quando il cliente chiede l’installazione di un generatore ibrido suggeriamo le pompe di calore aria-acqua sia nella versione centralizzata che in quella individuale. In questo caso lavoriamo con impianti radianti a bassissimo spessore anche se, nell’ultimo periodo, ci sono delle criticità legate all’approvigionamento dei massetti»